Henri Cartier Bresson

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Henri Cartier Bresson- Moltissimi nomi figurano nell’elenco dei grandi fotografi, quelli che hanno scritto le più belle pagine della fotografia mondiale. Molti sono contemporanei, tanti altri si sono dedicati a quest’arte in tempi passati, con i mezzi che esistevano, certamente meno evoluti tecnicamente di quelli attuali ma non per questo ottenendo risultati inferiori, anzi…La maestria nella scelta tecnica delle impostazioni della macchina fotografica, la capacità di cogliere l’attimo di una situazione, trasmettendo emozioni, questo fa di un fotografo un grande fotografo. Henri Cartier Bresson è stato uno di questi.

Chi è Henri Cartier Bresson

Nato nel 1908 in una piccola cittadina francese, Henri Cartier Bresson cresce nella romantica e stimolante atmosfera parigina, si sentì attratto dall’arte della pittura e da giovanissimo, negli anni ’20 si avvicinò molto al movimento surrealista, restandone fortemente affascinato.

A questo personaggio sono attribuite diverse frasi famose ma una delle più celebri e ricordate è “La fotografia può fissare l’eternità in un istante”, poche parole che contengono l’essenza della fotografia, ciò che, se lo si sa applicare, consente di diventare un grande fotografo.

Leica 35 mm a inizio carriera

I risultati come pittore non furono proprio lusinghieri, così Henri Cartier Bresson decise di dedicarsi alla fotografia e una Leica 35 mm fu la sua prima compagna di avventure fotografiche.

Tra il 1932 e il 1935 fece diversi viaggi in Europa e in Messico scattando moltissime foto surrealiste che lo resero famoso anche a New York ma ritornato in Francia si dedicò al fotogiornalismo.

Impegnato nella Resistenza Francese contro i Nazisti durante la seconda guerra mondiale, venne catturato ma riusci a scappare e a documentare la liberazione della Capitale francese nel 1944.

Il dopoguerra di Henri Cartier Bresson

Nel 1947 fonda la storica Agenzia Magnum e nel 1953 si dedica alla scrittura di un libro che venne pubblicato, “Il momento decisivo” che divenne una sorta di “Bibbia” per tutti i fotoreporter.

Henri Cartier Bresson continuò la sua attività di fotogiornalista fino alla fine degli anni ’70. Il suo nome è legato alla storia della fotografia, una specie di fondatore realmente del fotogiornalismo, fino ad allora un semplice riporto di immagini, facendolo divenire un’arte.

Il fotografo Henri Cartier Bresson

Stiamo parlando di quello che è comunemente considerato il fotografo più influente del XX Secolo, definito “L’occhio del secolo”. Le sue fotografie in bianco e nero, la capacità di cogliere il “momento decisivo” sono state il modello predominante nel secolo scorso e con forti influenze anche in quello attuale.

Nonostante sia nato come fotografo dedicato al surrealismo, negli anni ’30 decise di dedicarsi a temi di vita quotidiana, al fotogiornalismo, appunto, con una particolare sensibilità per la politica e la società.

La sua Leica divenne uno strumento attraverso il quale il fotogiornalismo assunse la valenza di una forma d’arte pur mantenendo il suo ruolo fondamentale di accompagnare le notizie con le immagini colte sul momento.

Per Henri Cartier Bresson la macchina fotografica non era un semplice strumento meccanico ma una tavolozza con cui integrare la pittura con la meccanica della macchina stessa, per far diventare una semplice immagine che scorre davanti agli occhi un quadro perfetto che raffigura tutto, realtà e sentimenti, arte e emozioni.

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