Fotocamere Bridge: cosa sono?

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Che caratteristiche hanno le fotocamere Bridge? Le fotocamere Bridge sono delle macchine che si pongono a metà strada tra le fotocamere compatte e le Reflex, con la maneggevolezza delle prime e le funzionalità e potenzialità delle seconde. Chiaramente non arrivano ai livelli di qualità delle Reflex ma permettono prestazioni fotografiche decisamente superiori alle compatte. Bridge in inglese significa “ponte” e proprio per la loro posizione intermedia, di collegamento ideale tra compatte e Reflex hanno assunto questo nome.

La prima fotocamera Bridge fu la Olympus IS 1000 nel 1990. Tra gli appassionati di fotografia le Bridge vengono anche chiamate Megazoom o superzoom per via della loro capacità di partire da un obiettivo normale per scendere ad un grandangolare e su fino ad un medio teleobiettivo o anche un super teleobiettivo, con un’escursione anche da 24 a 1000 di distanza focale. rispetto ad una compatta, la Bridge ha la possibilità di gestione di diaframma e di esposizione, quindi di poter gestire l’effetto fotografico come una Reflex senza esserlo, con una particolare maneggevolezza, peso ridotto e minori dimensioni rispetto alle Reflex che in genere non pesano meno di 1 Kg.

Rispetto alle compatte, le lenti sono di maggiore qualità, che si traduce in una migliore immagine fotografica ma hanno il difetto, rispetto alle Reflex, di non avere la possibilità di cambiare obiettivo, limitando la loro funzione ad esigenze medie dell’utenza. Una Bridge non potrà mai trovare utilizzo da parte di professionisti che hanno la necessità di prestazioni di altissimo livello con il massimo di flessibilità possibile per utilizzi in ogni circostanza sempre con altissima qualità.

Come funziona una fotocamera Bridge

Nelle fotocamere bridge digitali la luce viene catturata dalle lenti dell’obiettivo e viene convogliata ai filtri interni e poi al sensore che contiene le fotocellule, Le celle del sensore non sono sensibili a tutti i colori, ve ne sono di sensibili al colore risso, altre al Blu, e per ciascuna di queste ve ne sono due sensibili al verde, il colore che l’occhio umano percepisce con maggiore efficacia. In genere il mosaico di colori che viene in questo modo percepito dalle celle, viene elaborato dal processore del sensore per creare dalla composizione dei colori rilevati dalle celle tutta una serie di sfumature di colori e trasformato in immagine che viene riprodotta sullo schermo.

Il software di cui ogni fotocamera digitale è dotato provvede al miglioramento dell’immagine con la regolazione attiva dei colori, l’esposizione, il contrasto e infine l’immagine viene memorizzata per essere richiamata in qualsiasi momento si voglia. Le Bridge, in genere, sono anche dotate di stabilizzatore ottico che ha il compito di compensare ed attenuare i leggeri movimenti della mano in fase di scatto. Le fotocamere Bridge sono dotate di una comoda impugnatura che rende maggiormente stabile la macchina nell’esecuzione della foto ma sono anche di dimensioni ridotte e compatte rispetti alle Reflex pur consentendo una buona possibilità di personalizzazioni delle impostazioni di scatto. Apprezzabile la versatilità dovuta all’obiettivo che permette un’agevole passaggio da grandangolo a normale e teleobiettivo in un attimo. La Bridge più evolute sono dotate di molte funzioni elettroniche che facilitano, ad esempio, la foto ad animali, con la capacità di realizzare automaticamente lo scatto nel momento in cui l’animale gira il suo muso verso la macchina. Il loro prezzo non è tanto superiore alle fotocamere compatte, in ogni caso sensibilmente inferiore al prezzo delle Reflex.

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