O meglio: lontanissimo, nello spazio profondo. La nuova Canon EOS 60Da è l’erede dell’ormai storica EOS 20Da, una delle pochissime DSRL ottimizzate per l’astrofotografia. Anche se non siete dei fan di questo particolare ambito della fotografia, le caratteristiche particolari della EOS 60Da meritano un po’ di attenzione.
La nuova Canon monta un sensore APS-C CMOS da 18 megapixel (un notevole passo in avanti rispetto agli 8,2 MP della 20Da), specializzato nella produzione di immagini ad alta nitidezza e contrasto degli oggetti astronomici. Ciò è possibile grazie ad un filtro IR speciale, che “sposta” la massima sensibilità della fotocamera sulla luge idrogeno-alfa (Ha).
La luce emessa dal sole e da molte stelle ha delle caratteristiche spettrali particolari, legate in particolare all’emissione più importante dell’idrogeno (656,28 nanometri). A queste particolari lunghezze d’onda, la nuova Canon si rivela circa 3 volte più sensibile delle sue sorelle normali. Questa sensibilità risulta particolarmente sfruttata nelle riprese di soggetti dalla resa molto difficile, come i corpi nebulosi.
Sempre in vista di questo uso davvero speciale, la Canon 60Da si può connettere con una TV attraverso il cavo AVC-DC400ST Stereo (in dotazione) per condividere col vostro pubblico l’inquadratura. Il Live View mode vede l’aggiunta di una funzione Silent Shooting che elimina le vibrazioni indotte dallo scatto dell’otturatore, per garantire la massima stabilità con l’uso di ottiche tele o di veri e propri telescopi.
La Canon EOS 60Da sarà in vendita solo presso rivenditori selezionali ad un prezzo intorno ai 1.300 euro.
Articolo di Massimiliano Sandri


